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martedì 13 luglio 2010

Mount Carmel - Mount Carmel (Siltbreeze 2010)


La macchina del tempo esiste, al solito ce l' hanno gli Americani.
Ma stavolta l' esercito sotto paranoia Abdullah-Ashim-Hussein s' aspettava delle barbe e s' è fatto fregare da 3 ragazzini di Columbus, Ohio: i fratelli Reed ( Pat e Matt ) hanno escogitato il piano con l' aiuto del diciassettenne batterista Kevin Skubak e sono riusciti a fottere la preziosa macchina sorvegliata!
Mentre i corpi speciali cercano il marchingegno nelle latrine di Kandahar i tre ragazzi ne esplorano le potenzialità rinchiusi nella loro cameretta.
Iniziano a scrivere comandi sulla tastiera in plutonio... "Livin like I Wanna" e in un attimo eccoli catapultati nei panni dei Blue Cheer nel 1967 a San Francisco.
Che figata - dice Kevin- proviamo di nuovo.."Still listening" ..la macchina li risucchia e li catapulta sempre nello stesso anno passato, il 1967, ma a Londra, nella Crema colorata di Bruce Baker e Clapton.
Forte gente - ribatte Pat- ma non c' è modo di cambiare anno? ....riproviamo...."Hear me callin"...WakaSwip!...1968, un anno in più, ma ancora sull' isola inglese...anzi più precisamente stonedhenge.. ma si, Ten Years After!!!
Tutto chiaro no?..


Mount Carmel are: Kevin Skubak (drums), Matthew Reed (guitar), Patrick Reed (bass)

Songs:
1 Livin Like I Wanna
2 Still Listening
3 Zz Breakers
4 Sacksburg
5 Hear Me Callin (Alvin Lee/Ten Years After)
6 I Work While You're Sleeping
7 Studio Jam

Stilbreeze Records
Mount Carmel My Space






lunedì 28 giugno 2010

The Stack - Poison Ivy (Charisma 1969)


Poison Ivy è il pezzo di Jerry Leiber e Mike Stoller.
Pluricoverizzato nella storia (Stones, Coasters, Dave Clark Five, Manfred Mann, Billy Thorpe & The Aztecs, e sig..Giuliano Palma).
Immaginatevelo fatto dai Grandfunk Railroad..oppure dagli Iron Butterfly più roventi..
ecco gli Stack !
Sono nati nel 1967 a Los Angeles.
Il pezzo è tratto dall' lp "Above All" del 1969 per Charisma.
In vinile ne esistono soltanto 10 copie al mondo (!!)
Credo che una copia sia nelle mani di Steve Jobs, una ce l' ha Bin e forse Silvio ne conserva lo Split!..
Benedetta Mamma Net!

..mi correggo...mi dicono che Antonello (il frontman dei Traumatics) ha una ristampa degli anni 80, a Tirrenia, nella villetta dei collezionisti.


Credits:
Bill Sheppard (vocals); Rick Gould (guitar); Bob Ellis (drums)

martedì 19 gennaio 2010

Pulse - Pulse (Poison Ring 1969)



Band misconosciuta proveniente dal Connecticut, i Pulse sono artefici di un granuloso hard rock psichedelico con un cantante, Carl Augusto, di tono potente ed emotivo (sembra che in gola abbia secrezioni non maturate!).
Le chitarre sono in distorsione bilanciata con riff prettamente hard psichedelici e fughe verso l' immancabile blues : "Too Much Lovin'" per il lato più duro e "Thanks For Thinking Of Me" per quello più classico, quasi shuffle.
L' oscurità discende in pezzi come "Lo-Down", quasi un mantra sabbatthiano con Jack Bruce alla voce a spodestare Ozzy. Manco a dirlo ecco che in "She's Killin' Me" si perpetua la lezione Cream, direi alla lettera, con chitarra-basso-batteria e di nuovo il tono vocale imitativo.
Si respira più calma poi nella dinamica "Garden of Love" ,ma ci si riaggancia a suoni più duri immediatamente dopo con l' inno punk-garage-progressive di "My old boy".
Ho volontariamente saltato il terzo pezzo del disco, ponendolo per ultimo; credo sarete in accordo con me a definirlo apice dell' intero lavoro. "Hypnotized" è una piccola gemma psichedelica nascosta della storia del rock. Si, non stò scherzando. Con quel suo incedere rallentato, a tratti sonnifero, le chitarre wah-infuocate, la voce strappata e quel finto finale è un pezzo irresistibile.


Carl Augusto - vocals
Tom Violante - guitar
Bennett Segal - drums
Peter Neri - guitar
Richard "Sno Whyte" Bednarczyk - organ
Paul Rosanno - bass
Lance Gardner -bass

1.Too Much Lovin' (3:15)
2.Another Woman (7:37)
3.Hypnotized (4:37)
4.Thanks For Thinking Of Me (3:54)
5.Lo-Down (3:54)
6.She's Killin' Me (3:45)
7.Garden Of Love (3:33)
8.Amassilation (5:54)
9.My Old Boy (2:25)



venerdì 20 novembre 2009

Thee Hypnotics - Live'r than God (Situation Two 1989)

Se la vostra adolescenza è stata brutalmente scossa dal suono Stooges MC5 non potete esimervi dall' ascoltare l' esordio discografico dal vivo degli HYPNOTICS.
Live'r than god è del 1989 e documenta la ferocia sonora del gruppo londinese all' inizio della propria carriera . Con i tre dischi successivi il loro sound andrà gradualmente a ammorbidirsi. Pensate che all' epoca del loro ultimo disco "the very cristal speed machine", andai a vederli a Firenze, e finito il concerto io e i miei amici stavamo sempre aspettando che salissero sul palco THEE HYPNOTICS !
Ma veniamo al disco...
Londra, Powerhouse 27 luglio 1989.
Ladies and gentleman ....... THEE HYPNOTICS!!!
Si parte con "All night Long", riff killer di chitarra e un Jim Jones (cantante) fin da subito figlio dell' iguana. Il suono è denso e compatto, senza buchi..un wall of sound infernale.. Da paura. Siamo in pieno flusso Raw Power. Secondo pezzo "Lets get naked". Roy Hansen (chitarrista) chiama in causa i soldati Kramer e Smith mentre Jim Jones tra un isterico latrato e l' altro accenna frasi blues all' armonica. In questo pezzo ci sono gli MC5 con Iggy.Tutto il rhytm and blues di Rob Tyner con in braccio il fucile di Ron Ashton degli Stooges.
Terzo pezzo ."Revolution Stone" o mamma mia.. È una Starship che incontra Hendrix. Un credo disperato che viene da un mondo fatto di watt e spirito. Sono otto minuti di oscurità nella palude della nostra coscienza. Non c' è via di uscita, dice la voce cupa e truce di Jim.. Corde basse, e semplici accordi si estendono sopra una batteria ansimante. Ma si cresce sempre di più. Adesso c'è l' altro Jim, quello delle porte. Jim e Iggy insieme, ecco che cos' è Jones.
Revolution Stone è davvero un pezzo fantastico di hard rock psichedelico.
Quarto pezzo o primo del lato B se avete il vinile è Rock me baby di B.B. King a voler marcare la radice blues della band. La canzone di King è totalmente violentata. Rock me baby è la loro risposta a Louie Louie degli Stooges o a Tutti Frutti degli MC5.
Usciti dalla rivoluzione entriamo negli undici minuti di "Justice in Freedom", quinto ed ultimo pezzo , la loro personale " I want you right Now" . Si tratterà pure di gusti musicali ma per me non esiste rock più brutale di questo. Qui c' è il blues di Hendrix con note distorte, ma mai dissonanti. Ci sono gli ormoni in festa della malattia rock'n'roll dei 50 avvelenati però dalla generazione No Fun del 69. Si finisce in una bolgia infernale di feedback e urli primordiali, ed è l' apoteosi della deviazione sonica, il fedele ossequio al gorgo di piacere che risucchia e stordisce. Live 'r' than god è il legittimo figlio di kick out the jams degli MC5.
Il disco successivo Come Down Heavy mantiene l' impronta ma perde rabbia per aver troppo affinato il colpo..revolution stone la tramuteranno in una più accattivante doorsiana Riders on the storm con percussioni tendenti al Latin-rock e influssi Allman Brothers Band.

Thee Hypnotics are:
Jim jones vocals
Roy Hansen guitar
Will Pepper bass
Mark Thompson drums

1. All Night Long
2. Let's Get Naked
3. Revolution Stone
4. Rock me Baby
5. Justice in Freedom












martedì 17 novembre 2009

Robert Savage - The Adventures of Robert Savage, Volume 1 (Paramount 1971)

È incredibile che cosa può venir fuori dalle oscurità del rock americano!..
Di questo Robert Savage e il suo unico disco non si sà niente, ma propio niente.. addirittura sulla Bibbia di Vernon Joynson Fuzz Acid and Flower due righe striminzite che declamano solo un ipotetica influenza chitarristica con Hendrix...e scusate, chi tra i chitarristi virtuosi non è stato influenzato un pò da Jimi ?..cosi avare sono le informazioni su Robert Savage che spuntano i cartomanti del rock a suppore e articolare idee. In questo sito http://www.4waysite.com/contribute/main.htm dove si elencano i contributi di Crosby Stills Nash e Young appare una (in)probabile collaborazione di Savage con Nash nella scrittura di "Don't run and hide"....secondo me è una bufala.....bisognerebbe chiedere a Graham....qualcuno ha la sua mail ?
Ora parliamo del disco.
(Nota del 3 Gennaio 2010..altro che bufala..sono io l'incolto.."Don't Run and Hide" è il lato B del grande hit "Bus Stop"!!)
La copertina fuorviante presenta un disegno simil-fantasy di un drago attaccato da un minuscolo cavaliere..che sia Robert Savage?..quien sabe..., fatto sta' che mai scelta fù inappropriata. Il disegno che forse potrebbe essere andato d'accordo con un genere progressive mal si addice a questo power rock compatto e incisivo. La chitarra con i medi ' a palla' resta in primo piano e sforna riff al fulmicotone e cornicia con fioretti wah e scivolosi bicordi country. La batteria è spesso sincopa e sostenuta nel ritmo e le sue pelli sono dolcemente felpate nel suono, sabbiate forse ? Il basso non esegue scalate ma segue il Savage amalgamandosi al liquido bollente. Spunta nel primo pezzo una acutissima voce femminile (nemmeno citata nella line-up della band) che impressiona per potenza e rabbia incanalata. E rimbalzano spesso giri mono-honky-tonk di piano su sterzate southern di chitarra.
Insomma è un disco che spacca lo sentirete.
Una curiosità: sotto il titolo dell' album si trova la dicitura " volume 1"... dopo averlo
ascoltato spero che starete tutti come me aspettando il "volume 2" !

1 - Beaver Baby
2 - Milk Run
3 - Don't Run and Hide
4 - A Hard One
5 - Seven Days Drunk
6 - Save Us From the Cyclops
7 - Amy
8 - Lonely World
9 - Road Apples

Don Parish (vocais, bass) ; Robert Savage (vocais, guitar) ; Tommy Richards (drums)