venerdì 26 febbraio 2010

Giant Sand - Chore of Enchantment (Thrill Jokey Records 1990)



Storia (romanzata) di una vita spezzata e di un disco perfetto.



Quando dissero ad Howe che il bruco era morto capì, che da quel momento, niente più sarebbe stato lo stesso. Non poteva essere vero, no, avrebbe dovuto svegliarsi da quell' incubo. Ma mentre il sole continuava il suo cammino, un corpo che fù, lasciava spazio all' anima. Libera come il sussurro pronunciato appena dopo un pensiero.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.


L' amico di Howe si chiama Rainer, è arrivato a Tucson da Chicago, e prima ancora da Berlino. Insieme suonano e vivono le polverose giornate dell' Arizona. Brucosabbia gigante è il nome che affibbiano alla creatura: un combo sperimentale di rock country punk e strumenti giocattolo che suona in baracche ai confini con il deserto.


Quando Howe decide di muoversi verso New York, Rainer non segue il gruppo e rimane a Tucson. Lo fa' per la famiglia, per non rompere quel tenero equilibrio appena creato.
Senza il bruco, la sigla della band si accorcia in sabbia gigante e continua a spargere granelli di polvere.

Rainer intanto sviluppa un sensazionale finger-picking acustico ,con slide, senza riconoscimenti commerciali ma molto apprezzato dagli addetti ai lavori. Howe insieme a Joey Burns e John Convertino e moltissimi amici, incide una miriade di dischi con un pizzico in più di successo rispetto a Rainer ma sempre sbucciando l' album perfetto: le canzoni ci sono, ma sono accennate, spesso nascoste, amalgamate insieme alle sperimentazioni del gruppo. D' altronde l' anima alternativa della band è sempre presente.
Mentre incide dischi a suo nome, Rainer partecipa spesso alle registrazioni degli album di Howe suonando il dobro, il fiddle e la slide e l' amicizia continua.
Poi nel 1998 dopo 2 anni di malattia, il bruco si spenge per un tumore al cervello.
Howe vive nell' irripetibile e mentre l' incubo trascende nel dolore, la musica per Rainer vola libera come sabbia al vento. Il disco è un incanto, un atto d' amore per il bruco ormai farfalla.


Ogni canzone di "Chore of Enchantment" è un piccolo capolavoro sorretto dalla magia irripetibile del momento, dal dolore guida che scava dentro, con tante ballate polverose a bagno nella nostalgia, tanti piccoli granelli giganti sulla spiaggia, proprio come quelli di Neil Young di "On the Beach".
Niente sarà più così. John e Joey traslocheranno definitivamente a Calexico mentre Howe metterà sabbia gigante svedese nel sacco, insieme a scontrosi e conturbanti progretti paralleli.

Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.


Le libertà letterarie che mi sono preso sono molte, ma sono emotivamente legato a questo disco per ragioni personali.
[in corsivo "Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi" di Cesare Pavese]

PERSONNEL

Howe Gelb Toys with guitar, piano and sung some hum
John Convertino Drums some drum
Joe Burns Strum bass strum
Juliana Hatfield Backing vocals (6)
Sofie Albertsen Gelb Backing vocals (9,15)
Jim Dickinson Mellotron (2) Piano, Organ (11)
John Parish Piano, Pump Organ (15) Door Shutter (16)
Kevin Salem 2nd Lead guitar (3) Acoustic (4) Mellotron (9)
Susan Marshall-Powell Backing vocals (4,11)
Jackie Johnson Backing vocals (4,11)
William Brown Backing vocals (4)
Rich Mercurio Drums (4,9)
John Abbey Bass (4,8,12)
Rob Arthur Mellotron (4) Organ (9,12)
Nick Luca Piano (5)
Neil Harry Pedal Steel (7)
Alan Bezozi Drum loop (8)
Scott Loder Bass (9)
David Mansfield Pedal steel (9,12) banjo (9)
Lydia Kavanaugh Backing vocals (12)
Paula Brown Bass, backing vocals (13)
Rainer Slide (16)


1 Overture 0:48 Gelb
2 (Well) Dusted (For The Millenium) 4:37 Gelb
3 Under A Punishing Sun 3:14 Gelb
4 X-tra Wide 3:24 Gelb
5 1972 1:02 Gelb
6 Temptation Of Egg 3:35 Gelb
7 Raw 3:29 Gelb
8 Wolfy 4:22 Gelb
9 Shiver 4:00 Gelb
10 Dirty From The Rain 3:34 Gelb
11 Astonished (In Memphis) 4:47 Gelb
12 No Reply 4:34 Gelb
13 Satellite 6:45 Gelb
14 Bottom Line Man 4:41 Gelb
15 Way To End The Day 4:47 Gelb
16 Shrine 0:59 Rainer Ptacek









5 commenti:

il giardino di enzo ha detto...

Stasera invece mi gusterò i Grateful Dead, dal vivo.
Sei un grande!
Ciao

heavyrocker ha detto...

Ottimo lavoro :D Grazie mille sono tuo sostenitore e ho aggiunto il tuo blog ai link del mio. Io sono italiano e la mia ragazza è guatemalteca. Ciao :D e grazie ancora.

leolips ha detto...

Ciao Heavyrocker..siete bene assortiti tu e la tua bella!..
Grazie delò sostegno...anch' io contraccambio..ho messo il link al Ruggito!
A presto.

BLUESSURIA ha detto...

l'album citato dei Giant Sand resta un capolavoro...per fortuna Gelb sta ritornando a fare cose egregie. Il concerto dello scorso anno a Milano resta uno dei migliori del 2009.

leolips ha detto...

Ho sempre seguito i Giant Sand e tutta la produzione di Gelb..questo disco anche per me è un capolavoro.
Dal vivo purtroppo me lo sono perso quando venne a Sarzana al Juxtap..