venerdì 7 maggio 2010

John Lee Hooker - That's where it's at ! (Stax 1969)



"That's where it's at !" di J.L.Hooker è una raccolta pubblicata dalla Stax nel 1969, con registrazioni risalenti al 1961. In quell' anno Hooker è ancora residente a Detroit. Nasce a Coahoma di Clarkesdale in una delle solite piantagioni del Sud Americano e si spinge presto verso nord, in cerca di lavoro. Dagli anni 40 in poì la città lo rimbalza tra Boogie e Bulloni, legandolo in catena, incastrandolo nelle lamiere, ma regalandogli tuttavia periodici bagni nella vinilite. I dischi incisi sono tanti : decine di 45 giri e dal 60 in poi decine di album. Con band, ma spesso anche in solitaria, battendosi il tempo dei suoi boogie-blues con i piedi, come avviene in "That's where it's at !". All' epoca mister Hooker non ha un gran seguito e gira spesso con poca grana in tasca.



Un lento filo d' acqua bollente scende dalla bocca incrostata del rubinetto.
Prima un piede. Poi l' altro.
Poi tutta la gamba.
Anche l' altra.
Brividi sulla pelle ancora asciutta.
È questo ragno nello stomaco che voglio neutralizzare, così, più sù, nella testa, ho parlato con il nemico che mi sta' alle calcagna. L' ho affrontato, fermato, bloccato. Mi ha concesso la tregua. Un' ora, non di più. Ma mi basta. Certo, sono uno sbrigativo, io.



Hooker è una lucertola del blues. Sangue freddo, lingua sibilina e occhio vitreo. Immobile, ipnotico, incompatibile alle fessure strette del tempo, così indolente. Ma è proprio il tempo a scinderlo in due. Il primo corpo ha un corvo lucido sulla spalla. Il secondo una chitarra in grembo. Seduti uno davanti all' altro, si scrutano attenti. Un passo falso e tutto l' equilibrio salta via. Quello con il corvo batte il tempo con mani e piedi, l' altro sferra corde elettro-blues e mugugna alla donna di non andarsene.



Acqua bollente sulla pelle compiuta, un bicchiere colmo a metà di distillato e "That's where it's at !" di John Lee Hooker.
Prima le labbra, i denti freddi, e poi dalla gola scende giù, caldo come il petrolio della lampada e denso come la voce di Hooker, mentre l' acqua bollente scioglie le speranze e le tensioni.



Anche se nel disco le liriche sono spesso oscure e tante sono le richieste d' aiuto, nel timbro vocale di Hooker non sento quella disperazione caratteristica di molti bluesman del passato. Penso per esempio a Blind Willie Johnson o al sofferto falsetto di Robert Johnson, o agli orgogliosi e sofferti gospel di Ma Rainey.
Hooker è un beffardo, con il sogghigno sempre pronto, la risata stoppata; me lo disegno bello scaltro. Un bluesman maturo che si scrolla di dosso la remissione del passato. L' uomo del sud nel nord industrializzato.


Il ragno a bagno ha finito di tormentarmi. Le sue gambe pelose sporgono a cavalcioni dalla mia pancia e si protraggono fuori dalla vasca. Non lo sò quanto tempo è passato...l' ora è finita ?..devo rientrare ?..se mi addormento.. sarà il corvo a svegliarmi.


Se la vasca ce l' avete,
fatevi un bagno.







Credits:

John Lee Hooker Guitar, Vocals

Ron Albert Engineer
Kirk Felton Remastering
Beverly Parker Photography
Milton Smith Liner Notes
Henry Stone Producer
Honeya Thompson Art Direction
Chris Whorf Design


Tracklist:

01. Teachin' the Blues
02. Goin' to Louisianna
03. I Need You
04. My Love Comes Down for You
05. Baby Please Don't Go
06. I Just Don't Know
07. Slow and Easy
08. Two White Horses
09. Feel So Bad
10. Grinder Man

2 commenti:

BLUESSURIA ha detto...

Una raccolta di tutto rispetto…da approfondire con lavori quale “That’s my story” (Registrato a NY il 9 febbraio 1960 con Sam Jones al basso e Louis Hayes) o con i successivi “The Real Folk Blues” & “More Real Folk Blues”. Qualcuno sostiene (stando in superficie) che possedere un disco di JLH è come possederli tutti…io ne ho una quarantina e non sono ancora sazio. Da quando l’ho scoperto suonicchiare “Boom Boom” nella pellicola dei Blues Brothers, in cui ho ritrovato una strada celebre per il blues come a Maxwell Street http://www.youtube.com/watch?v=hn_PF4L470w , sono giunto ad un punto di non ritorno! E mi sono detto è questo il vero Blues…altro che Jake ed Elwood Blues, scoperta però che abbiamo fatto in pochi.

leolips ha detto...

Caro BLUESSURIA hai proprio ragione..pur avendo da piccolo subito il fascino della pellicola di Landis ho scoperto solo più tardi qual' era il vero blues...
Per Hooker a me fà lo stesso effetto..ogni disco che ascolto è una meraviglia IPNOTICA.
Ciao!