giovedì 21 gennaio 2010

John Frusciante - Curtains (Record Collection Music 2004)


Ho un debole per questo eterno ragazzo, forse per quella simpatica lisca nella pronuncia, o per l' eterna inquietudine che l' accompagna, oppure per aver intrapreso strade difficili e solitarie, non sò.
Per chi lo conosce frizzante, groove ed elettrico nei Red Hot Chili Peppers rimarrà sorpreso e forse basito all' ascolto di "Curtains".
Qui John Frusciante veste pressoché abiti acustici per disegnare scenari molto intimi e personali. Dunque i protagonisti sono il corpo/chitarra e lo spirito/parole.
Se avete una mezz' oretta e poco più da dedicare al vostro cuore questo è uno dei possibili dischi per l' occasione.
"Curtains" chiude il ciclo dei 6 dischi registrati in 6 mesi dal chitarrista. La Record Collection (questo il nome dell' opera intrapresa dal giugno 2004 al gennaio 2005) esplora da prima il pop-rock con "The Will To Death" e "DC EP", poi il rumore sperimentale e psichedelico con "Ataxia" (insieme a Joe Lally, bassista dei Fugazi), infine i riff hard-glam-rock con "Inside Of Emptiness" e l' inumana elettronica con "A Sphere in the Heart of Silence".
Pur avendo girovagato nel dedalo dell' opera il mio orecchio/cuore si è subito soffermato su "Curtains".
Considerato dai fans il seguito del precedente "Shadows Collide With People", il disco presenta l' autore in evoluzione-maturazione con istinto sperimentale, (onnipresente nell' opera di Frusciante), sintetizzato al minimo. A me personalmente piacciono molto le elucubrazioni casalinghe dei dischi precedenti, (sorrette di frequente da chimica estranea nel corpo) ma, dentro "Curtains" si percepisce lo sforzo di dar risalto alle canzoni.

Canzoni che sono per la maggior parte scritte in prima persona, con eccezione di qualche pronome personale. Tutte quindi autobiografiche e, se conoscete il passato di Frusciante capirete le sue paure fin dalla prima frase pronunciata :

And then the past recedes
and I won't be involved

(e dunque il passato si ritira
e non voglio essere coinvolto)

The effort to be free
Seems pointless from above

(lo sforzo di essere liberi
sembra inutile dall' alto)

Sensibile e spaventato John Frusciante cerca equilibrio tra fragilità e distruzione, è una lotta continua alla ricerca di qualcosa che non c' è. E per lui non c' è, o almeno questo è quello dice :

There wasn't anything for me
I always faked my smile

(Non c'era niente per me
Ho sempre finto il mio sorriso)

Ma sono frasi ingannevoli e John lo sà, perchè quello che cerca è dentro di lui, spesso però è così difficile uscire dal proprio nido di larva. E John muta di continuo da larva a farfalla:

I left my body
I left my fate

(Ho lasciato il mio corpo
Ho lasciato il mio destino)


Per quanto riguarda la musica, ponendo presenti gli evidenti punti di contatto con Hendrix per quanto riguarda gli assoli di elettrica, il resto non ha similitudini con la musica del passato americano. Il suo modo di scrivere e cantare in certi momenti mi ricorda molto di più i soul-singer inglesi tipo Graham Parker o addirittura Joe Jackson nelle fioche luci. Per dirla tutta, Frusciante ha un suono tutto suo, un suo stile riconoscibile ed è da considerarsi personaggio importante nel rock a cavallo dei due secoli.
Per concludere ricordo che in "Curtains", come nella maggior parte della sua produzione solista, è Frusciante a suonare tutti gli strumenti, escludendo piccoli interventi di tre ospiti (vedere i credits); in più produce e crea l' artwork per l' album. Ragazzo pieno di dubbi, ma deciso nel pieno controllo della sua musica non c'è che dire...

Credits:

John Frusciante Synthesizer, Guitar (Acoustic), Piano, Strings, Bass (Electric), Guitar (Bass), Guitar (Electric), Vocals, Melodica, Producer, Mellotron, Design, Treatments, Audio Production, String Ensemble
Bernie Grundman Mastering
Carla Azar Drums
Ryan Hewitt Engineer, Mixing, Audio Engineer
Chris Holmes Mixing, Audio Engineer, Additional Production
Dave Lee Equipment Technician
Mike Piscitelli Design
Omar Rodriguez-Lopez Guitar
Ken Wild Double Bass, Bass (Upright)

1 The Past Recedes 3:53
2 Lever Pulled 2:22
3 Anne 3:35
4 The Real 3:06
5 A Name 2:03
6 Control 4:31
7 Your Warning 3:33
8 Hope 1:56
9 Ascension 2:52
10 Time Tonight 3:12
11 Leap Your Bar 2:36




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7 commenti:

paoletta ha detto...

Uhmmm... la colonna sonora giusta per questa serata! Bello, molto.

leolips ha detto...

Mi domando : questi stralci di liriche sono stati tradotti nel modo corretto ?

paoletta ha detto...

Oh yes, I think so!

George Frusciante ha detto...

Però il primo album dell'ongoing series si chiama "The will to death", non "wheel". :D

bag ha detto...

Ascolta la colonna sonora di The Borown Bunny di Vincent Gallo, il film è bello e nella O.s.t. c'è anche qualche pezzo di Frusciante ma in generale è tutta molto bella

leolips ha detto...

Grazie della precisazione..corrego subito l' errore.
Menomale che qualcuno controlla :-)

leolips ha detto...

Ciao Bag!...di quel film me ne parlò Alex.
Non l' ho mai visto..e per ora tempo per vederlo credo di non averne, ma tempo per la colonna sonora oh yes!..